Musica e danza

In Senegal più che di musica e danza senegalese, si dovrebbe parlare al plurale di musiche e danze senegalesi perché il panorama musicale, come quello linguistico e culturale, è estremamente diversificato.

Ogni gruppo etnico ha un suo modo particolare di fare musica, basato su strumenti tipici, su specifici ritmi, su propri modi di ballare e di usare la voce. Nonostante queste diversità nell’espressione musicale, la musica rimane per tutti parte integrante della vita quotidiana e fattore di forte coesione sociale.

Tante occasioni sono buoni pretesti per ballare e per suonare, e la musica è un elemento onnipresente negli stadi importanti della vita individuale e sociale dei diversi gruppi etnici senegalesi. Essa fa da sfondo alle cerimonie che celebrano la nascita, il passaggio all’età adulta, il matrimonio, ma anche la guarigione da determinate patologie (essa è spesso usata nei rituali terapeutici per facilitare la comunicazione con le forze e gli spiriti soprannaturali interpellati per la cura di malattie).

Le innumerevoli forme musicali esistenti in Senegal fanno uso di strumenti costruiti con materiali locali come zucche, cuoio, legno, conchiglie, corna di animali.

Il mbalax e Youssou N'Dour

La musica senegalese è conosciuta nel mondo soprattutto per il mbalax, uno stile musicale basato su un ritmo e su un modo particolare di suonare le percussioni. È stato il cantautore senegalese Youssou N’Dour a far crescere la popolarità del mbalax, mescolando strumenti tradizionali senegalesi come il sabar e il tama a strumenti moderni europei come la chitarra, il basso e la tastiera, creando così una miscela di musica moderna e tradizionale, per un pubblico più eterogeneo.

I griots

Molti musicisti senegalesi appartengono a una famiglia di griots, ossia i cantastorie tradizionali che esistono dai tempi dei regni precoloniali e che trasmettono i valori culturali attraverso l’arte del parlare avvalendosi di strumenti musicali locali come il sabar, la kora, o il balafon.

I luoghi della musica

A Dakar esiste il Teatro Nazionale Daniel Sorano, un’importante scuola che conduce delle ricerche sulle forme tradizionali di musica e di danza popolare senegalese in modo da proporle a un pubblico moderno anche fuori dal continente africano.

Strumenti musicali tradizionali

Il tama è un tipo di percussione piccolo che il musicista piazza sotto il braccio e che suona con una specie di bacchetta. Il suono emesso da questo tamburo cambia a seconda della pressione esercitata dal braccio del musicista, ed è per questo motivo che tale strumento è stato soprannominato “tamburo parlante”. Il tama è lo strumento tradizionale dei wolof.

Il sabar è un tipo di percussione intagliato nel legno massiccio, a forma di mortaio e ricoperto solitamente di pelle di capra. Viene suonato a mani nude o contemporaneamente con una bacchetta di legno. Questo strumento è usato dai wolof per celebrare ogni tipo di avvenimento o cerimonia importante, o semplicemente per ballare.

Il bombolong è un tipo di percussione usato nel sud del Senegal, in Casamance, fatto con un tronco di albero massiccio scavato. Per suonarlo si usa un grosso bastone. Questo strumento viene suonato durante particolari cerimonie e in certi villaggi è considerato oggetto sacro.

Il balafon è una sorta di xilofono composto da una struttura leggera di legno con delle lamine di legno di diverse dimensione ricoperte di cuoio che appoggiano su delle calebasse anch’esse di diverse dimensioni e che fanno da cassa di risonanza. Un balafon può produrre fino a 25 note a seconda delle lamine che lo compongono. Questo strumento è tipico delle popolazioni che abitano la Casamance, la regione meridionale del Senegal.

La kora è una sorta di arpa composta da una grossa calebasse, una zucca di circa 40‐60 cm di diametro ricoperta in parte dalla pelle di mucca (che fa da tavola armonica e da cui dipende l’ampiezza del suono), da un manico in legno lungo circa 120‐130 cm e, solitamente, da 21 corde che si uniscono al manico e alla calebasse. La kora è un tipico strumento mandingue usato dai griot tradizionali e oggi anche nelle orchestre moderne.