Tradizione

La cura del corpo presso le donne senegalesi

In Senegal essere belle equivale a stare bene con se stesse, e far stare bene il marito che continuerà ad amarle. La gran parte delle donne che vivono in città hanno il loro sarto di fiducia da cui si recano periodicamente per farsi cucire soprattutto vestiti tradizionali, come il bou-bou e il grand bou-bou, una specie di casacca larga che s'infila dalla testa abbinata al pagne (la tipica gonna fatta con strisce di stoffa).

Estetica e simboli

La donna una volta che diventa adulta deve dedicare più tempo al proprio aspetto, alla cura del corpo e alla cura dei capelli. Intrecciarsi i capelli e curarli in modo meticoloso o ornarli con perline fa parte dell'estetica tradizionale. Per alcune popolazioni locali, le pettinature e il tipo di stoffa indossati nelle cerimonie comunitarie e nei momenti pubblici importanti non è mai casuale: può essere segno del raggiungimento di un determinato ruolo sociale, o significare simbolicamente il passaggio da una classe di età all'altra. È così che l'espressione estetica cela altri significati.

Fra i Toucouleur le donne hanno l'abitudine di tatuarsi parti del corpo come la punta delle dita delle mani e dei piedi con l'henné, o le gengive di nero, in modo da far risaltare il bianco dei denti; le donne peul invece sono solite effettuare due piccoli tagli al lato degli occhi per comunicare esteticamente il loro passaggio all'età adulta. Alcune donne senegalesi, invece, usano dei prodotti sbiancanti per schiarirsi la pelle, perché sono convinte che la pelle più chiara sia più bella. Questi prodotti sono sovente molto tossici perché rendono la pelle fragile e possono provocare malattie epidermiche molto gravi.

Wolof e griots

Un aspetto particolare che caratterizza la cultura wolof è l'esistenza dei cosiddetti griots, i cantastorie tradizionali. I griots sono i detentori della tradizione orale, e al tempo dei regni dell'Africa precoloniale servivano al re come consiglieri o come portavoce dell'autorità presso il popolo. La tradizione dei griots è nata e si è sviluppata in contesti storici privi di scrittura tant'è che il griot stesso era ed è considerato il depositario della tradizione orale, colui che conosce la storia sin dal suo inizio. In genere il mestiere di griot è di tipo familiare, si trasmette cioè di padre in figlio o comunque all'interno dello stesso nucleo familiare.

Un sapere poliedrico

Le conoscenze di un griot spaziano fra i saperi più svariati: la storia, la politica, la geografia, la cosmogonia, la genealogia, la mitologia. I suoi repertori variano in base al contesto nel quale si trova a operare e la sua abilità si basa su di un uso poliedrico della narrazione e della musica. È una figura a metà strada fra l'attore, il musicista, il narratore, e il poeta.

L'accompagnamento musicale

L'accompagnamento musicale nell'arte dei griots riveste un ruolo particolarmente importante. Egli, infatti, si avvale spesso di strumenti tradizionali come la kora, il balafon, e il sabar e in alcune circostanze può avvalersi anche del canto. Molti griots contemporanei hanno sviluppato soprattutto l'aspetto musicale di quest'arte tradizionale, ottenendo un considerevole successo anche fuori dall'Africa.