Cosa Coltivare

Per stabilire cosa coltivare nel nostro orto didattico è importante tenere a mente due elementi cruciali: il periodo dell’anno e il territorio in cui ci troviamo.

Stagione per stagione l’orto richiede alcuni interventi e accorgimenti; di pari passo ogni periodo dell’anno vedrà nuovi frutti maturare. Riprendere confidenza col ciclo di vita naturale degli alimenti è uno degli obiettivi primari di un orto scolastico, soprattutto nelle aree altamente urbanizzate, che sono dunque più “distanti” dai ritmi di vita della natura.

Il ciclo di vita di un orto dipende ovviamente anche dalla sua collocazione geografica, in base alla quale le piante coltivate riceveranno più o meno pioggie, più o meno sole, più o meno calore, in un dato periodo. Si introduce qui la variabile territoriale. Per esempio, rispetto ai paesi nordici, nei paesi mediterranei la coltivazione dell'orto viene avvantaggiata dal clima più mite durante l'inverno, che consente non solo un anticipo delle semine, ma anche un posticipo nella raccolta dei diversi ortaggi.

Attenzione, però: la collocazione geografica ha la duplice funzione di orchestrare diversamente le azioni da intraprendere nel proprio orto, ma anche di suggerire delle speci di frutta e verdura tipiche di un territorio.

Già! Perché, per esempio, non esiste solo la zucchina verde e allungata tipica dei banconi del supermercato. Le varietà sono numerosissime: abbiamo la bolognese, che è cicciottella, mentre quella romanesca è lunga e stretta; quella di Faenza è piccola e gustosa mentre quella di Albenga può allungarsi fino a 1 metro; poi ci sono la bianca di Trieste e la nera di Milano, la tonda di Piacenza e quella lunga fiorentina, la verde d'Italia e la striata di Napoli, l'ottima sarzanese e la classica genovese. Lo stesso vale per i pomodori, l’insalata, i peperoni, mele e meloni...

Scegliendo di prediligere le speci “autoctone”, e sovente dimenticate, a quelle più diffuse e commercializzate, si salvaguarda la biodiversità rurale e si rispettano tradizioni e prodotti tipici. Inoltre secondo un recente studio della Coldiretti, consumando prodotti locali e di stagione, una famiglia può risparmiare fino a 1000 kg di anidride carbonica l'anno. Numerosi gruppi e associazioni in tutto il mondo e in Italia promuovono la produzione e la salvaguardia di semi e coltivazioni autoctone; tra queste citiamo Kokopelli e Civiltà contadina.